I numeri precedentiGuarda nel browser - Ascolta su Spotify

Gessetti n. 02-2021

1 aprile 2021

 

Buona giornata! Abbiamo pensato anche noi di partecipare alle celebrazioni dantesche e, infatti, in questo numero troverai:

  • all’Appello Noi siamo Virgilio, un paragone tra la celebre guida e il nostro ruolo di adulti in questo periodo di crisi,
  • per l’Ora di laboratorio non solo potrai leggere una sintesi di alcune attività di scuola primaria per il Dantedì, ma potrai anche guardare Con gli occhi di Dante;
  • nell’Intervallo seguono consigli e segnalazioni, questo mese un profilo Instagram, un film, un libro che è anche un viaggio, un libro per bambini e due workshop;
  • attraverso le Frasi alla lavagna, infine potrai trovare in una nota terzina dantesca lo spunto per una lezione interdisciplinare. 
Non ci resta che augurarti buona lettura!

Noi siamo Virgilio

Immagine: Sailko, CC BY 3.0 

Trascorrere la propria adolescenza chiusi tra quattro mura e collegati al mondo solo virtualmente, senza contatti al di fuori di quelli familiari, senza sport, senza cinema, per lunghi periodi anche senza scuola è quello che sta succedendo a un'intera generazione. Si tratta di una privazione senza precedenti e ormai cronica.  Privazione di esperienza e di realtà. Come avviene, infatti, la conoscenza? E noi adulti come possiamo aiutare i nostri ragazzi e i nostri bambini? C’è un episodio della Commedia, non tra i più noti, che ci dà una risposta. 
Siamo nel XVII canto dell'Inferno: Dante e Virgilio si trovano ormai nel pieno della voragine infernale, tra il settimo cerchio e l'ottavo, dove viene punito il peccato più grave, la frode. Si tratta dunque di un momento di trapasso particolarmente intenso, di fronte al quale Dante viene afferrato dalla stessa paura che lo aveva colto nel prologo davanti alle tre fiere. Virgilio deve infondere al discepolo un surplus di fiducia:

Quivi 'l maestro “Acciò che tutta piena

esperïenza d'esto giron porti”,

mi disse, “va, e vedi la lor mena".


Va e vedi: con la formula di stampo evangelico, Virgilio esorta Dante a perlustrare il girone da solo. Lo invita alla semplicità del prendere visione, della conoscenza diretta, senza la mediazione di testimonianze altrui. Lo invita a fare “esperïenza”.
Ma il buon maestro non si ferma qui e fornisce a Dante un'ulteriore indicazione: “li tuoi ragionamenti sian là corti”, suggerendogli di non dilungarsi e di non disperdersi in discorsi.
Ci sono realtà che non si capiranno mai appieno senza farne esperienza diretta. Per Dante il rapporto con l'autorità che lo guida non esclude, anzi favorisce questo processo. 
Ma il maestro non lascia l'allievo da solo nell'esplorazione: traccia per lui un metodo (va, e vedi; li tuoi ragionamenti sian là corti) e lo attende al ritorno. Virgilio, anzi, come in altri momenti salienti del percorso infernale, non si limita a stare accanto a Dante, ma lo precede di fronte ai pericoli più insidiosi. I due devono salire in groppa al mostro Gerione per scendere all'ottavo cerchio e Virgilio si pone tra Dante e la pericolosa coda dell'animale. (“monta dinanzi, ch'i' voglio essere mezzo,/ sì che la coda non possa far male”). Non a caso, diversi critici hanno evidenziato la componente materna del personaggio di Virgilio.
Superata la paura che lo aveva paralizzato, Dante quindi sale sulle “spallacce” del mostro e cerca, senza riuscirci, di richiedere il conforto di un abbraccio a Virgilio. Questi però lo precede e “con le braccia m'avvinse e mi sostenne”.
Gerione è il veicolo e il simbolo della conoscenza del male più orrido. Cosa fa il maestro di fronte alla paralisi dell'allievo? Gli dà un metodo, gli suggerisce perfino la tempistica, sospingendolo a fare da solo, a guardarsi intorno, a fare esperienza. E poi lo attende al ritorno per proteggerlo e sorreggerlo ancora.
Cosa possiamo fare noi adulti di fronte alla situazione attuale, che tra alti e bassi agli occhi di un adolescente sembra non finire mai? “Noi adulti non possiamo smettere di essere testimoni credibili che tengono alto lo sguardo, allenatori di vita e di motivazione, con chi sta crescendo. (...) Perché se noi adulti teniamo dentro la certezza che ci sarà un dopo a questo adesso e la trasformiamo nella bussola per la nostra vita, anche i nostri figli e studenti riusciranno a farlo. Detto questo, chiediamo a chi prende decisioni di fare di tutto affinché l’età evolutiva, oggi più che mai, sia un tempo di crescita e non di ritiro sociale. Chiusi in una stanza non si può imparare a diventare ciò che si vuole essere.” (A. Pellai)

Tiziana Palmieri
IG: @perdin.dirigente

Dantedì alla primaria

Ogni argomento, se opportunamente adattato, può essere affrontato a ogni età. Non fa eccezione la celebrazione del Dantedì. Sono state molteplici, infatti, le iniziative messe in campo per rendere vivo il Sommo Poeta anche alla primaria. Tra queste la redazione di Gessetti ha scelto alcuni esempi:

@vitadamae ha proposto una passeggiata virtuale tra i luoghi fiorentini di Dante, attraverso l’app Poly. Le tappe sono sette: la Casa di Dante, la Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, Piazza della Signoria, Palazzo Portinari Salviati, Ponte Santa Trinità, il Duomo e Piazza Santa Croce. Per ognuna delle tappe cliccando sulla i di informazioni si accede a una breve spiegazione del luogo e a curiosità della tradizione. L’allievo è trasportato tra i luoghi salienti della storia fiorentina di Dante e invitato ad approfondire con notizie e racconti. 

@maestra_sabretta ha anticipato le celebrazioni dantesche scegliendo la data di San Valentino e focalizzando l’attenzione su Paolo e Francesca con un lavoro di gruppo.  A ogni gruppo è stato assegnato un aspetto della storia dei due personaggi: l’innamoramento, l’omicidio, la punizione nell’Inferno di Dante, la biografia del Poeta. Su ogni argomento il gruppo ha creato un lapbook o un libro illustrato e ne ha poi esposto il contenuto al resto della classe. Qui un articolo sul lavoro svolto.

@teacher_giorgia ha preparato delle slides sul viaggio nell’aldilà compiuto da Dante e ha poi invitato gli alunni a raccontare chi avrebbero scelto loro per farsi accompagnare in un percorso così avventuroso. Si è inventata infine un’attività investigativa sul manoscritto più antico al mondo, custodito dalla Biblioteca Medicea Laurenziana e interamente digitalizzato, l’828.

@maestra_filo dopo aver esposto le notizie più importanti sul poema in una sintetica slide, ha abbinato a ogni regno dell’aldilà un brano musicale (per esempio The sound of silence per il Purgatorio), corredando il tutto anche con un disegno da completare e la canzone Una commedia divina dello Zecchino d’oro 2015. Davvero, Dante offre molteplici spunti! 

In ultimo, tra le idee messe in campo l’anno scorso, troviamo che questo gioco dell’oca a tema dantesco sia molto simpatico!

Il team Gessetti

Con gli occhi di Dante


Questa che leggerete è una provocazione. Netta. Un gioco mentale. Ma anche un omaggio ai ragazzi che abbiamo davanti e al nostro Poeta. Vogliamo infatti provare a declinare la cosmologia dantesca con le possibilità di rappresentazione geometrica che sono catturabili dalla mente di uno studente della quinta classe della scuola superiore?
 

Ci troviamo nel nono cielo, canto XXVII del Paradiso. Dante scopre di non avere più nessun punto di riferimento spaziale per orientarsi: egli ha la sensazione di poter essere in ogni dove. 
Luce e amor d’un cerchio lui comprende,/sì come questo li altri; e quel precinto/colui che cinge solamente intende (Pd, XXVII, vv. 112-144): l’Empireo contiene quindi tutte le altre sfere celesti. Più avanti, poi dirà:
Nel suo profondo vidi che s’interna,/legato con amore in un volume/ciò che per l’Universo si squaderna (Pd, XXXIII, vv. 85-87): Dio è centro geometrico dell’Empireo.

Confrontiamoci dunque con questa, che è a tutti gli effetti un’aporia teologica: Dio è sia centro assoluto che contenitore assoluto di tutta la Creazione. Proviamo a trasformarla in un’aporia di tipo geometrico: esiste una forma geometrica che è contemporaneamente centro e contorno? Punto e circonferenza? 
Abbandoniamo per un istante la domanda, alla quale torneremo in conclusione, e consideriamo che cosa accade nel citato canto XXVIII. Nel passaggio dal nono cielo all’Empireo, si passa da un sistema di sfere concentriche corporee, con la Terra al centro, ad un altro sistema di sfere concentriche, incorporee, con al centro Dio. Inoltre, si passa dalla sfera a velocità massima - quella visibile - a quella a velocità minima - quella invisibile. Quando si passa dal visibile all’invisibile, tutto si capovolge: mondo materiale ed Empireo diventano rispettivamente - in un’analogia tutta terrena - il guanto e la sua superficie interna. 
Ecco dunque che l’Universo di Dante è costituito da due parti, una visibile e l’altra invisibile, separate da una cesura cosmologica, con il Primo Mobile che è centro e contemporaneamente circonferenza del Tutto. Inoltre, secondo le parole stesse del Poeta, il Cielo cristallino si trova nella mente divina: e questo cielo non ha altro dove/che la mente divina, in che s’accende/l’amor che ‘l volge e la virtù ch’ei piove (Pd, XXVII, vv. 109-111), ovvero qualsiasi oggetto di quel cielo si trova dappertutto. Geometricamente, significa che la sfera dell’Empireo è tangente alla sfera del Primo Mobile in ogni suo punto.

Esiste una soluzione geometrica alla cosmografia scritta nelle terzine del Paradiso? Pare proprio di sì, ma non è euclidea! L’universo di Dante è una ipersfera… Una figura a topologia particolare ottenuta accostando due sfere piene in tutti i punti della loro superficie esterna. Si ottiene quindi la tangenza, in ogni punto della loro superficie, delle due sfere di partenza. Come Dante aveva scritto, una quella del mondo terreno e l’altra quella dell’Empireo. E così come dal centro del mondo corruttibile (e cioè dalla Terra) l’Uomo-Dante quando guardava all’insù vedeva in ogni punto Dio, allo stesso modo - nella topologia ipersferica - guardando all’insù, noi vedremmo in ogni punto il confine e l’origine del nostro Universo. Non è forse vero che più lontano guardiamo e più indietro nel tempo scrutiamo?
Il confine e l’origine: spazio e tempo, la forma universal di questo nodo (Pd, XXXIII, v. 91).

È ovvio che non stiamo ipotizzando un Dante a conoscenza di ciò che i vari Riemann, Poincaré, Einstein avrebbero ipotizzato oltre mezzo millennio più tardi. Ma perché non tentare di provocare le terzine in un gioco intellettivo, in un gioco serio, da svolgersi sul terreno nel quale Dante eccelse, quello della visione?

Simona Butò
IG: @epea.pteroenta

Gessetti consiglia

Profilo Instagram
@ioedante


Mi chiamo Valentina e sono una studentessa di Filologia Moderna presso l’Università per Stranieri di Siena. L’amore per Dante è sbocciato lentamente, non è esploso con forza al liceo. Sentivo già  che Dante aveva qualcosa di importante da dirmi e che io me lo stavo perdendo. Da allora ho visto Dante con occhi diversi ed è cominciata una curiosità che mi ha spinta ad approfondirne lo studio e a volerla comunicare agli altri.
Nasce così “io e Dante”, uno spazio in cui chiunque può avvicinarsi al Poeta fiorentino e alle sue opere, in particolar modo alla Divina Commedia. Uno degli obiettivi è quello di dimostrare che Dante è sì un monumento della letteratura, ma al tempo stesso ci è vicino e ci parla. Chiunque può scoprire o riscoprire Dante e non è mai troppo tardi per farlo.
Nella pagina @ioedante porto avanti, in particolare, tre rubriche. “Dante in versi” è un commento “lento” della Commedia, poche terzine alla volta per scoprirne il significato e  gli aspetti critici. In “Costruire una lingua” si scopre come l’italiano si sia trasformato nel tempo e da dove arrivano parole che utilizziamo quotidianamente. Infine, “Parole ritrovate” è un rispolverare parole della nostra lingua che invecchiano e che vengono dimenticate, parole incontrate casualmente nella lettura o nei discorsi quotidiani e che fanno pensare... “Che parola strana. Chissà cosa significa!”. Spesso tra le riflessioni sulla lingua e le  parole ritrovate si trovano espressioni dantesche, a dimostrazione del fatto che Dante non solo ci ha lasciato un’opera di fondamentale importanza come la Commedia, ma anche una preziosa traccia nella lingua italiana.

@ioedante

Gessetti consiglia

Un film 
Il buco (2019)


In occasione del Dantedì consiglio la visione de “Il buco” (2019), il film d’esordio del regista spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia. La pellicola è presente sulla piattaforma Netflix (guarda qui il trailer ufficiale) e vanta numerosi riconoscimenti al Festival Sitges 2019, Festival di Toronto 2017 e al Torino Film Festival 2019, vincendo inoltre due premi per Migliori Effetti Speciali (Premio Gaudì 2020 e Premio Goya 2020).
Il film è ambientato in una prigione che si sviluppa in verticale. In ogni piano è presente una sola cella, occupata da due prigionieri. I detenuti sono disposti in maniera casuale all’interno delle celle e all’inizio di ogni mese cambiano piano.
Al piano zero dell’edificio è presente una cucina con cuochi di eccellenza che preparano le pietanze preferite dei prigionieri. Sarà una grande piattaforma calata tutti i giorni, una volta al giorno, dall’alto del piano zero verso i piani inferiori a portare il cibo ai detenuti grazie ad un grande buco posto in mezzo a ciascuna cella. La piattaforma sosterà ad ogni piano per due minuti. Pertanto il tempo limitato, l’egoismo e l’ingordigia dei carcerati farà sì che la maggior parte dei prigionieri non riuscirà a mangiare, portandoli ad azioni folli come il cannibalismo e la violenza verso il proprio compagno di cella.
La verticalità della prigione-voragine richiama quella dell’Inferno dantesco, perfino nelle scelte numeriche: la sua struttura è costituita da 333 piani con due prigionieri ciascuno, per un totale di 666 individui. Ma ancora il soprannome “la fossa”, dato da uno dei personaggi alla prigione (il cui nome ufficiale è Centro Verticale di Auto-Gestione), riprende il nome utilizzato per indicare l’Inferno di Dante; così come il protagonista del film, i suoi personaggi e la fine della storia stessa. 
Sono molte le allegorie da Divina Commedia presenti in questo film ricco di significato, a tratti crudo e che mescola i generi di fantascienza, thriller, horror e satira sociale, sollevando una forte critica alla società capitalistica e ai suoi valori. 

Emanuela Chiodo
IG: @lascienzatraibanchi

Gessetti consiglia

Un libro per bambini e ragazzi

Dante, il mi' babbo
Edizioni Arka
Testo di Chiara Lossani
Illustrazioni di Michael Bardeggia

 

Ravenna, 21 settembre 1350. Antonia Alighieri (Suor Beatrice) è una donna gentile che per aiutare Enrica, una bambina arrivata al suo convento, comincia a raccontare la commedia del suo babbo: Dante Alighieri. Inizia il viaggio. Tra mostri, diavoli, anime e angeli, Chiara Lossani e Michael Bardeggia portano noi lettori e la piccola Enrica lungo i gironi dell’Inferno, sulla montagna del Purgatorio e infine, al Paradiso. Il finale? A voi il piacere di scoprirlo. Forse, parole e immagini porteranno lacrime, come è stato per me.
Dal punto di vista grafico, questo libro si fa in quattro per noi! Infatti, alcune illustrazioni si aprono, come ali e i sensi ringraziano per la ricchezza di colori e dettagli da scoprire.
Non aspettatevi di trovare Dante raffigurato con la tunica e l’alloro che gli cinge il capo, non troverete proprio un Dante umano! Il sommo poeta appare come un cervo con un nastro purpureo intrecciato nelle corna. Altri elementi naturalistici sono presenti nelle illustrazioni e rendono il viaggio attraverso la Commedia un viaggio ancestrale: parole e immagini muovono archetipi situati nel nostro profondo. Inoltre, quale migliore via se non l’allegoria per raccontare il poema allegorico per eccellenza? Virgilio è un gufo e Beatrice è una cerva. Il colibrì? Le scimmie? Per i ragazzi sarà un gioco immaginare cosa rappresentano le varie figure. Questo aspetto rende il libro un incipit di viaggio per tutti. Uno spunto di partenza per i ragazzi che, nell’ascolto e nella visione, potranno guardarsi dentro. Senza rendersi conto, si troveranno a confrontarsi con le proprie emozioni. I pensieri più nascosti che saltano come scimmie tra diavoli e angeli. Avranno la possibilità di attraversare il loro inferno e trovare il loro paradiso. Potranno riflettere. Azione non da poco in questo tempo veloce che rende tutto effimero. Questo è un libro da usare con i ragazzi. È uno strumento per portare in noi e in loro il grande Dante. È cibo per l’anima.
 
Marta Bucceri

Gessetti consiglia

Un libro e un viaggio

L'Italia di Dante 
di Giulio Ferroni
Ed. La nave di Teseo


“Da tempo pensavo di fare un viaggio dantesco”, scrive Giulio Ferroni nell’Introduzione a L’Italia di Dante. A guidarlo è l’assoluta presenza che caratterizzano i luoghi evidenziati da Dante nella Commedia: i luoghi detti da lui e ciò che essi sono oggi, “luoghi d’Italia (...), con la sua bellezza e il suo sfacelo”. Luoghi conosciuti direttamente da Dante, o anche solo da lui sentiti nominare, ma di cui ha comunque saputo trasmettere “tutta la concreta, resistente realtà.”
Seguire i percorsi tracciati da Dante è anche, continua Ferroni, “affermare la reale riconoscibilità dell’Italia, già da quei tempi lontani, prima che si desse ogni concetto di nazione e nazionalità”. Il lungo viaggio comincia da Napoli, dalla tomba di Virgilio, si sofferma a Roma e a Firenze, i due poli della vita del Sommo Poeta, per poi dirigersi di nuovo nel Sud del Lazio e risalire verso l’Umbria. Poi verso la Puglia e, in direzione opposta, verso la Romagna. Non mancano le isole, più volte menzionate nella Commedia. E non manca, infine, il Nord, in una lunga e particolareggiata descrizione di ciascuna tappa, sempre a partire dai versi danteschi in cui essa compare. 
Edito da La nave di Teseo nel maggio 2020, in concomitanza con la fine del lockdown, L’Italia di Dante rappresenta quindi l’ideale itinerario di un viaggio possibile nell’Italia dei borghi e delle città storiche, tra luoghi più e meno noti, ma comunque significativi.
La Società Dante Alighieri sta anche predisponendo sulla base del lungo viaggio di Ferroni il primo itinerario dantesco nazionale  che si snoda attraverso i luoghi danteschi promossi dagli eventi della rete Dante.

Tiziana Palmieri
@perdin.dirigente 

Gessetti consiglia

Un evento di formazione

pARTE in Metrò
 

pARTE in Metrò è un progetto culturale nato, inizialmente, per portare i bambini della periferia milanese a conoscere la cultura in città. In questi tempi difficili, le ideatrici hanno dirottato le loro forze sui social progettando laboratori DaD friendly e formazione con un approccio che unisce arte e digitale. E sono arrivate lontano. Insieme stanno scrivendo un libro su arte ed educazione civica e il loro portfolio cresce sempre più. I workshop che propongono sono: "potrei insegnARTI" e "potresti APPlicarti".
Potrei insegnARTI vuole insegnare come applicare l’arte a ogni disciplina d’insegnamento e  a orientarsi tra bibliografia e sitografia sul tema.
Potresti APPlicarti mira a fornire le basi a chi trova difficoltà a destreggiarsi con applicazioni e programmi e vorrebbe ottimizzare il rapporto con la LIM.⁠  La prima data disponibile è il 18 aprile.
Per maggiori informazioni vi rimandiamo al loro sito.

Valentina Crifò - educatrice museale
@immagininarranti

Photo by Cesar Carlevarino Aragon on Unsplash


Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo è forma che l’Universo a Dio fa simigliante” (Pd, I, vv. 103-105).

L’esordio della spiegazione che Beatrice - appresso d’un pio sospiro - fornisce ad un dubbioso Dante, riguardo all’ordine del Cosmo, può meravigliosamente diventare spunto didattico, anzi formativo. Scrivo queste cose appena uscita da una classe prima (della scuola secondaria di primo grado!). Avete presente quei momenti di beatitudine nei quali abbiamo la netta percezione che quello che diciamo, comunichiamo, manifestiamo ai nostri studenti… ha senso? Cioè viene da loro colto e fatto proprio?

Questo è accaduto.
Ora di scienze. Chimica. Il Sette-Ottocento e l’eccitazione data dalla scoperta di nuovi elementi, gli esperimenti che si fanno via via più accurati, il sospetto che inizia a serpeggiare, nella comunità scientifica, di un ‘atomo’ magari non proprio ‘a-tomos’, indivisibile. E quindi Cannizzaro e il primo tentativo di ordinamento degli elementi chimici. Fino ad arrivare alla genialità della lista ripiegata a tabella di Mendeleev. “Ragazzi! Ma vi rendete conto che siamo davanti alla solita questione del mettere ordine ad una massa confusa di informazioni? Non avevamo forse iniziato il nostro percorso, a settembre, con la (mia) promessa di condurvi a scoprire la struttura - spesso nascosta - delle cose? Fossero essi numeri, forme geometriche, oggetti del mondo reale. Eccoci nuovamente qui: siamo davanti a due scienziati che sentirono fortissima la necessità di mettere ordine a quello che avevano davanti.”

Una studentessa prende la parola. Siamo in didattica a distanza, vorrei ricordarlo.
“Prof, ma noi questa cosa l’abbiamo vista anche in altre materie. In grammatica, quando abbiamo parlato del nome, abbiamo detto dell'importanza di creare delle categorie. E poi in tecnologia! Adesso stiamo costruendo i poligoni circoscritti. La prof ci ha proprio detto che esistono delle strutture che non si vedono ma che noi dobbiamo mettere in evidenza. Ci ha parlato anche dei fiocchi di neve, sa? E in epica, anche, adesso che mi ci fa pensare! La prof ci ha raccontato che per i Greci, all’inizio c’era il Chaos, e che dopo è venuto il Kosmos. Che vuol dire ordine. Lei lo sapeva?”

Ero così perfettamente felice che mi è sembrato necessario - mi è sembrato che quelle ventiquattro paia di occhi davanti alla webcam se lo meritassero - scrivere, sul Google Doc condiviso, quella terzina. Ed è stato tutto ancora più denso di significato.

Simona Butò
@epea.pteroenta

Abbiamo pensato al nome Gessetti perchè ci è sembrato l'oggetto più adatto a rappresentare i molteplici colori che compongono la realtà della scuola. La scuola che ci piace è infatti variopinta come la vita. Anzi, a scuola c'è vita: ci sono soffitti di domande, risate e anche sogni. Ci sono pareti tappezzate di confronto, incontri e, a volte, delusioni. Ci sono lavagne di cose nuove da imparare e di abitudini da reinventare.
Ci accomuna l'amore per la scuola come luogo di scoperta e di apprendimento, di crescita e di civiltà per tutti.
Puoi aiutarci contribuendo con le tue riflessioni, le tue esperienze didattiche, o segnalandoci link e cose interessanti e multicolori (puoi mandarci tutto qui o tramite canali social) oppure facendo conoscere Gessetti ai tuoi colleghi per ampliare il confronto e la condivisione.

info@gessettinews.it


Non hai voglia di leggere? Ascoltaci su 
 
                    
Facebook
Website
Email
Copyright © 2021 Gessetti - Tutti i colori della scuola, All rights reserved.
Ciao <<Nome>>,

Qui puoi
aggiornare le tue preferenze oppure cancellarti dalla newsletter.

Email Marketing Powered by Mailchimp