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Lunedì 20 marzo 2017 - Newsletter n.76/XVII
Congresso Partito Democratico
Sì a Renzi: il percorso riformatore non deve fermarsi ora
Carissime, carissimi,

siamo da pochi giorni entrati nel vivo della campagna congressuale ed è chiaro come il Partito Democratico si trovi oggi di fronte ad un bivio decisivo. 
Questo punto di svolta lo affronteremo nell'ambito di un congresso straordinario, convocato prima della scadenza naturale del prossimo dicembre. Ciò in ragione delle doppie dimissioni di Matteo Renzi - da premier e da segretario del partito - il quale ha saputo mantenere fede alla parola data in seguito all'esito del referendum del 4 dicembre scorso, assumendosi tutte le proprie responsabilità politiche.

Questo congresso si pone l'obiettivo primario di ripartire dalle nostre radici, dando nuova spinta e vigore al progetto fondativo originario del Partito Democratico, tanto inclusivo quanto aperto alle diverse esperienze. Un progetto che deve tornare a parlare ai nostri militanti ma, anche, al Paese nella sua interezza. 
Fin dal primo Lingotto del 2007, infatti, il passaggio congressuale ha significato, per il PD, discussione e confronto sia su candidature che sui programmi, con però due punti fermi che hanno concorso a definirne il DNA. Da un lato, una genesi plurale e inclusiva, in grado però alla fine di esprimere una necessaria sintesi politica; dall'altro, la caratteristica qualificante di una vocazione maggioritaria, intesa come l’aspirazione a diventare il "collante" del riformismo italiano, allo scopo di potersi poi presentare agli italiani con una leadership chiara e un programma di governo del Paese che fosse, soprattutto, realizzabile.
Un DNA frutto dell’evoluzione di alleanze partitico-elettorali come quella l’Ulivo, contrassegnate da una notevole capacità programmatica, ma sistematicamente fallite, sia nel 1998 che nel 2008, a causa della sfiducia parlamentare ai governi Prodi.

Con il Partito Democratico, quindi, nonostante la volontà di ribadire le radici uliviste, abbiamo deciso di dire basta agli “sgambetti" che erano così comuni tra la pluralità di leader di allora. 
Con il Partito Democratico abbiamo perseguito e costruito un percorso di contiguità che sostituisse il tema della contendibilità tra segretario e premier. E lo abbiamo fatto perché convinti che gli italiani avessero diritto di vedere rispettato il proprio voto, trovandone infine attuazione in un governo  capace di realizzare  concretamente il proprio programma. 

Matteo Renzi, nei mille giorni del suo governo, ha rappresentato  il valore aggiunto alle basi fondative espresse dal manifesto del Partito Democratico.
Con Matteo premier abbiamo saputo concretizzare un programma di governo ambizioso - sicuramente perfettibile, non lo nego - ma basato su un numero di riforme "di sistema" dall'indubbia portata storica che hanno avuto  il pregio di andare ad intaccare posizioni e resistenze che, per tanti, troppi, anni, hanno bloccato lo sviluppo e l'innovazione di questo Paese.
In qualità di parlamentare, ho potuto dare con convinzione il mio diretto contributo a questo processo di profondo rinnovamento che non credo opportuna debba essere interrotto proprio ora. Ed è quindi con altrettanta convinzione che oggi ho scelto di dare pieno sostegno alla  candidatura di Matteo Renzi quale prossimo segretario del Partito Democratico e candidato premier.

Una candidatura che per Matteo - forte del suo spirito innovatore e della sua energia riformatrice - non è comunque più "in solitaria" ma che anzi, con l'indicazione di Maurizio Martina quale vice-leader, si presenta decisamente a doppia trazione. L'impegno di Renzi alla guida del Paese sarà integrato da uno specifico e puntuale lavoro di Martina all'interno del partito e in favore di un suo sempre più ampio radicamento sul territorio. 

In conclusione, le condizioni per un "buon" congresso, che sia il più possibile costruttivo e aggregante, ci sono tutte. Confido perciò che anche i più ostici tra i “detrattori in casa nostra” trovino gli stimoli e le modalità giuste per riuscire a sviluppare piattaforme politiche alternative a quelle di Renzi, senza ostinarsi nel "picconare" quella che è l’essenza plurale e maggioritaria del Partito Democratico. 
Un partito, il nostro, sicuramente aperto al confronto ma che deve però poter continuare a riconoscersi in un DNA comune e condiviso. 

Un caro saluto
 
In evidenza
Ricorrenza 7 marzo del '44: la prima volta senza Pino Galbani
Martedì scorso, come ogni anno, ho preso parte alle celebrazioni in onore della memoria di un gruppo di circa trenta lavoratori lecchesi, arrestati nel corso dello sciopero generale del 7 marzo 1944 e imprigionati nel campo di concentramento di Mauthausen-Gusen.

Quest'anno, però, è stato il primo senza la presenza di Pino Galbani - mancato lo scorso dicembre - unico tra gli scioperanti deportati ad essere sopravvissuto a quell'orrore.
Parlo però unicamente della sua presenza fisica: il ricordo e l'impegno civile che lo ha contraddistinto erano, come sempre, lì con noi. Anche questa volta.
Pino ha sempre creduto che l'umanità non dovesse mai venire meno, neanche nelle situazioni più terribili: questo gli ha permesso di vivere lontano da sentimenti di rancore e di odio.
Pino Galbani
Questo è solo uno dei tanti, preziosi insegnamenti i quali, affinché non si spegnesse la memoria di quei fatti atroci, Pino si era impegnato a diffondere tra la gente comune e, in special modo, tra gli studenti delle innumerevoli scuole che aveva visitato nel corso degli anni.

A noi ora il compito di raccogliere la sua eredità e di proseguire nella diffusione della memoria di quegli avvenimenti e della sua testimonianza attiva di pace.
In evidenza
Indagine su genitorialità: più condivisione per i papà
La conciliazione non può essere solo una questione femminile. Da questa convinzione di Piano C, la prima start-up italiana di coworking e di servizi studiati per mettere in contatto donne e lavoro, è nata “Diamo voce ai papà”, la campagna nazionale che per cinque mesi ha indagato l'identità, la gestione vita-lavoro, i modelli e i desideri dei papà italiani. Anche io, in qualità di padre e di deputato della Repubblica, sono stato invitato a portare il mio contributo. 
Per una volta, alle vesti di parlamentare, ho voluto affiancare quelle di padre e dopo essere stato tra i firmatari della legge Titty Di Salvo sul sostegno alla maternità e alla paternità, sono stato chiamato a rappresentare i papà del Partito Democratico nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'indagine condotta dalla start-up milanese.

La paternità è un'esperienza trasformativa che ci porta a rileggere i bisogni e le esigenze proprie e della famiglia, ridefinendo le priorità nella vita famigliare e lavorativa. 
Questo sondaggio, di livello nazionale, è stato affiancato anche da una riuscita campagna fotografica sui canali social Instagram e Facebook della società ed ha contribuito ad avviare una riflessione seria sul tema della partecipazione del padre alla cura, esplorando il tema della conciliazione dal punto di vista dai padri, a partire dagli strumenti del congedo parentale e del congedo di paternità.
Le voci raccolte sono state tante: più di 1.500 le risposte al sondaggio e decine di migliaia le interazioni sui social media. Il sondaggio ci racconta un Paese in cui il congedo di paternità obbligatorio riscuote un enorme consenso: il settanta per cento dei papà trovano molto apprezzabile che esista questa possibilità e addirittura otto papà su dieci sceglierebbero la possibilità di un congedo di paternità obbligatorio di almeno quindici giorni.
Diventare padri apre la mente: per la maggioranza dei papà la paternità rappresenta un’esperienza estremamente positiva in termini di felicità, crescita personale e apertura mentale verso il futuro. Non solo: pazienza e gestione del tempo le principali competenze che gli uomini dicono di acquisire diventando genitori, seguite da una più ampia visione del futuro e da un'aumentata capacità di problem solving e di comunicazione.
 
Una genitorialità davvero condivisa rappresenta oggi l’orizzonte necessario per arrivare alla piena condivisione dei carichi familiari; per evitare la penalizzazione delle donne sul lavoro a causa della maternità e per superare l’invisibilità dei padri, dando piena soddisfazione al loro legittimo desiderio di cura e di genitorialità. 
Dal mio punto di vista, la paternità è un innamoramento continuo. Ogni giorno è una nuova scoperta, una rivelazione che ci deve spingere a sviluppare una nuova idea di genitorialità, intesa come una doppia conquista: per l’uomo che diventa coprotagonista nella cura e nella crescita dei figli; per la donna che riscopre i giusti spazi e tempi per le relazioni sociali.
I ritardi del servizio postale
Sopralluogo al centro di smistamento: crisi in fase di rientro

Venerdì 10 marzo, allo scopo di rendermi conto, in prima persona, di quale siano le cause alla base dei ritardi e delle inefficienze legate al recapito postale in provincia di Lecco, insieme ai colleghi deputati Alfredo Bazoli di Brescia e Angelo Senaldi di Varese, ho effettuato un sopralluogo presso il Centro regionale di Meccanizzazione Postale di Milano-Roserio.
I dirigenti del Centro, ove transita e viene smistata la maggior parte della posta lombarda, ci hanno confermato essere ormai quasi tornati in pari con la consegna della posta più recente e di stare ultimando anche il recapito di quella arretrata. A Lecco e provincia, quindi, possiamo dire che le criticità legate alla consegna della posta sono ormai in fase di rientro.

La causa dei disservizi, sostengono i vertici del C.M.P., è da attribuirsi ad un imprevisto picco di corrispondenza proveniente dall'estero, unito ad un consistente incremento dei colli in transito derivanti dal mercato del commercio elettronico.
Per mettere fine ai ritardi ci è stato comunicato che Poste Italiane ha proceduto all'assunzione di novantatre lavoratori a tempo determinato. Per la città di Lecco, si tratta di sette nuove figure già entrate in servizio.
Attualmente a Roserio sono impiegati ottocento dipendenti i quali, quotidianamente, gestiscono il transito di un milione di "oggetti" - il 20% di tutta la posta italiana - pari a circa duecentomila chilogrammi di lettere al giorno. Proprio in ragioni di questi numeri, a Roserio è in atto la realizzazione di un innovativo sistema automatizzato di gestione della posta - attualmente in fase di installazione - che entrerà stabilmente in funzione alla fine di aprile.

Naturalmente, il nostro impegno non si conclude con questa visita. Continueremo a monitorare attentamente la situazione fino a quando l'emergenza posta per il nostro territorio non potrà dirsi definitivamente conclusa.

Comunicato stampa Fragomeli - Disagi poste: sopralluogo al CMP regionale di Roserio
Sicurezza e immigrazione
Cos'è il modello di accoglienza diffusa?

A Casatenovo, lo scorso 24 febbraio, ho partecipato ad un incontro pubblico di approfondimento e di confronto incentrato sui temi dell'immigrazione e dell'accoglienza diffusa, rapportate alla realtà del nostro territorio.
L'iniziativa, organizzata dal Circondario Casatese e dal Forum Provinciale Immigrazione del Partito Democratico lecchese, ha visto la partecipazione di un pubblico attento e numeroso. Al tavolo dei relatori erano presenti Agnese Mascellani, componente del Forum Immigrazione P.D.; Riccardo Mariani, Assessore alle politiche sociali del Comune di Lecco e Fabio Benedetti della Cooperativa La Grande Casa Onlus.
Numerosi e preziosi, infine, i contributi - spesso frutto di esperienze dirette di accoglienza - portati dal pubblico presente in sala.

Sempre relativamente al tema dell'accoglienza, vi segnalo l'iniziativa in programma il prossimo lunedì 27 marzo presso la Casa sul Pozzo di Padre Angelo Cupini a Lecco.

All'incontro sarà presente Gennaro Migliore, Sottosegretario di Stato per la Giustizia, invitato a partecipare a questa serata in ragione della grande esperienza maturata, negli anni scorsi, in qualità di Presidente della Commissione di Inchiesta su accoglienza e trattamento dei migranti.
La partecipazione è libera e aperta a tutti.

Viabilità e strade / 1
Agevolazioni nel reperimento di fondi se la Lecco-Bergamo torna a essere di competenza Anas
La Lecco-Bergamo deve tornare ad essere di competenza Anas: così facendo potrà verosimilmente essere agevolato il finanziamento, da parte del Governo, di ulteriori risorse a fronte dei circa 80 milioni di euro di fondi statali già erogati per i lavori del 1° lotto - San Gerolamo. Questo è quanto ho esplicitamente chiesto a Dino Vurro e Marco Bosio, responsabili, rispettivamente, del Coordinamento Territoriale Nord Ovest e dell’Area Compartimento Lombardia di Anas, nel corso di un incontro svoltosi, nella mattinata di venerdì 10 marzo presso la sede territoriale regionale,.

Questo incontro lo avevo richiesto e programmato da mesi proprio perché, da tempo, sto lavorando alla questione della viabilità nel lecchese, in particolar modo per quanto riguarda le criticità della SP639 e della SS36. Da anni insisto sul fatto che strade provinciali importanti come la Lecco-Bergamo debbano passare nuovamente sotto la gestione dello Stato. A titolo di esempio, voglio qui ricordare il nostro impegno in Legge di Bilancio 2016 per consentire alle Province di poter dare in gestione ad Anas proprie strade come la SP 639.
Alla mia richiesta in tal senso, l’ingegner Vurro ha risposto confermandomi che il tavolo avanzato con Regione Lombardia - e inteso a definire quali e quante strade debbano tornare ad essere trasferite ad Anas - sta di fatto cominciando a dare i primi frutti. Prova ne è l’accordo appena siglato con il quale oltre mille chilometri di strade lombarde sono già tornate sotto il controllo di Anas.
I lavori del tratto della SP639 riguardanti il  2° lotto - Lavello, potranno essere affrontati solo con il passaggio della strada ad Anas, società pubblica in grado di programmare il reperimento dei fondi statali necessari.

A chiusura dell’incontro, non ho mancato di ricordare la questione legata alla costruzione della terza corsia del ponte Manzoni, il cosiddetto “terzo ponte” e, anche a tale proposito, i vertici Anas hanno accolto il mio invito ad effettuare, nelle prossime settimane, un sopralluogo al quale, naturalmente, inviterò ad essere presenti anche tutti gli organi territoriali competenti.
 
Comunicato stampa Fragomeli -La Lecco Bergamo torni di competenza Anas
Viabilità e strade / 2
Ponte di Annone: via a progettazione e reperimento risorse per la ricostruzione
La burocrazia ha fatto un passo indietro.
Nel corso di un recente incontro organizzato a Roma - su richiesta mia e della collega Tentori - presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza del Ministro Graziano Delrio, del Vice Ministro Riccardo Nencini, cui hanno preso parte anche il Presidente della Provincia di Lecco, Flavio Polano, i Sindaci dei Comuni di Annone Brianza, Cesana Brianza, Civate e Suello, i rappresentanti di ANAS e Regione Lombardia, ci è stato confermato che, nonostante un ipotizzabile allungamento dei tempi causato dall’attività giudiziaria ancora in corso, si è deciso di dare una risposta concreta nel merito della questione. Il Ministero, infatti, oltre ad aver dato mandato ad Anas di procedere con la progettazione, ha confermato anche la propria disponibilità al cofinanziamento dei lavori.

Mentre sono ancora in corso le indagini da parte dell’Autorità Giudiziaria, quindi, è stato prospettato il raggiungimento di un’intesa per la progettazione e il reperimento delle risorse finalizzati alla ricostruzione del cavalcavia di Annonei. Questo per dare una risposta al territorio lecchese e per attenuare il disagio dovuto alle restrizioni sulla viabilità locale e il conseguente impatto negativo sulle attività produttive dell’area. Il Ministero ha infatti ipotizzato che, in attesa delle dovute verifiche circa l’effettiva titolarità dell’infrastruttura del cavalcavia di Annone, possano esser individuate, come anticipazione, parte delle risorse necessarie a valere sul Contratto di Programma 2016/2020 - Capitolo Emergenze, previa verifica del co-finanziamento da parte di Regione Lombardia, convenendo di dare avvio alla progettazione da parte di ANAS. In merito al cavalcavia in località Isella nel Comune di Civate si è stabilito di completare le indagini strutturali finalizzate alla verifica della sicurezza dell’infrastruttura per la sua riapertura al traffico ‘leggero’. Dalle risultanze di tali indagini sarà valutata l’eventuale demolizione e successiva ricostruzione.

L’unico mio rammarico è di non aver visto, all’incontro odierno, la partecipazione dei livelli dirigenziali più alti di Regione Lombardia che, in tal modo, non ha quindi potuto esprimere il proprio parere in merito. Una vicenda tanto drammatica quale è stata quella di Annone  per tutto il nostro  territorio – e non solo per la provincia di Lecco – avrebbe sicuramente meritato una maggiore attenzione da parte dei vertici di Regione Lombardia.
Edilizia scolastica
Da Colico a Casatenovo, più spazio alle scuole
A pochi giorni dall'ufficializzazione, arrivata nel corso dell'ultima conferenza Stato-Città, posso confermare che tutti i Comuni lecchesi che hanno fatto regolare richiesta riceveranno le coperture di cui necessitano al fine di procedere alla realizzazione delle opere sulle loro scuole. 
Non posso quindi che dirmi estremamente soddisfatto di questo risultato, anche e soprattutto in considerazione del lavoro svolto, nell'ambito della Legge di Bilancio 2017, allo scopo di mettere la maggior quantità possibile risorse a disposizione dei nostri Comuni per promuovere gli interventi di edilizia scolastica.

In particolare, penso a Colico, la cui attuale Giunta, grazie al fondamentale lavoro portato avanti dall’Amministrazione precedente, riceverà ora lo svincolo di oltre 2 mln di euro per i lavori di rifacimento del Collegio Sacro Cuore.
Allo stesso modo, diversi altri Comuni della nostra provincia - Casatenovo, Calco, Costa Masnaga, Monticello - saranno in grado, nel giro di pochi mesi, di aprire i cantieri per i lavori di messa in sicurezza e miglioramento delle strutture scolastiche.
 
Il Partito Democratico e il Governo non mancano così di dimostrare concretamente l'impegno e l'attenzione che da sempre dedicano a questioni vitali quali l'educazione dei nostri giovani, il loro benessere, la loro sicurezza.
Tribunale di Lecco
Un mio emendamento per salvare il finanziamento ai lavori

Con l’ok definitivo odierno al Decreto Milleproroghe, è stato approvato un mio emendamento, concordato con i colleghi al Senato, con il quale si dispone la proroga delle scadenze fissate per la progettazione e per la gara relative al recupero del vecchio Palazzo Cereghini. Diversamente, parte del contributo di circa 4 milioni di euro rischiava di essere messo in discussione. In questo modo, la scadenza dei termini, prevista per la fine del 2016, è ora prorogata fino alla primavera del 2018.
I tempi erano obiettivamente troppo stretti, anche in considerazione dell’approvazione del nuovo Codice per gli appalti e delle difficoltà oggettive legate alla progettazione.
Lavorando in sinergia con i colleghi senatori ho quindi ritenuto di primaria importanza muovermi per tempo, intervenendo con un emendamento al Milleproroghe che scongiurasse l’eventualità di perdere risorse fondamentali per il completamento dei lavori.

Reddito minimo, di inclusione e di cittadinanza
La nostra poposta e quella M5S: facciamo un po' di chiarezza
A seguire, vi presento una nota di sintesi - realizzata dalla collega Ileana Piazzoni - in materia di reddito di inclusione, reddito minimo e di cittadinanza, volta ad evidenziare le differenze sostanziali tra la proposta P.D. e quelle del Movimento 5 Stelle.
Una nota la cui lettura ritengo utile data l'assoluta rilevanza politica del tema e il potenziale di risposta concreta ai bisogni di tanti italiani.

» Scarica qui il testo della nota
Sicurezza nella città
Nuove disposizioni urgenti per sicurezza e decoro urbano

Approvato alla Camera un provvedimento che introduce disposizioni urgenti a tutela della sicurezza delle città, sia per quella integrata che di quella urbana.

Questo decreto è il risultato di un equilibrio di elementi di prevenzione e repressione. Si migliora l’assetto istituzionale per la promozione della sicurezza: competenze chiare senza sovrapposizioni. La Polizia locale viene dotata di strumenti più efficaci, e si aumentano i poteri ai Comuni per diminuzione reati

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Welfare
Misure per il contrasto alla povertà
Misure per il contrasto alla povertà
Lavoro autonomo non imprenditoriale
Più tutele e più diritti per il lavoro autonomo

Approvate alla Camera le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

Il disegno di legge si compone di due insiemi di norme complementari:

  • introdurre un sistema di interventi finalizzati al rafforzamento delle tutele sul piano economico e sociale per i lavoratori autonomi (Capo I)
  •  sviluppare, all'interno dei rapporti di lavoro subordinato, modalità flessibili di esecuzione delle prestazioni lavorative (smart working), allo scopo di promuovere l'incremento della produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (Capo II). 
     

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Sicurezza delle cure e rischio clinico
Una legge "fatta con cura"

Approvata la nuova legge su sicurezza delle cure e rischio clinico: maggiori tutele per gli operatori sanitari e i pazienti.

Via libera definitivo, quindi, alla legge sulla sicurezza delle cure e rischio clinico che tutela l'esercizio della professione degli operatori sanitari e, al contempo, garantisce il diritto dei cittadini a ricevere prestazioni e servizi in condizioni di sicurezza.
Con l'introduzione del Garante per il diritto alla salute sarà più semplice per i cittadini segnalare malfunzionamenti. Sono rese obbligatorie le strutture di prevenzione dei rischi (risk management) in ogni ospedale e azienda sanitaria. Più facile, infine, ottenere un risarcimento in tempi rapidi e certi.
 

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Crimini domestici
Tutela per gli orfani e le vittime

Approvata all'unanimità la legge che tutela gli orfani dei crimini domestici.
Il provvedimento prevede, tra le varie misure, che lo Stato paghi le spese processuali per gli orfani ai quali spetterà inoltre la reversibilità della pensione della vittima che fino ad oggi, spesso, andava nelle tasche dell'omicida. All'assassino è negata anche ogni eredità che passerà automaticamente ai figli.
Si tratta di un importante passo avanti per il riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini i quali restavano senza nessuna tutela. Il testo passa ora all'esame del Senato.
 

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Giustizia
Soddisfatti per l'impegno del Governo sui magistrati onorari

La risposta del ministro Orlando alla nostra interrogazione in merito alla riforma della magistratura onoraria è positiva.
L'impegno dimostrato dal Governo permetterà di risolvere, senza demagogia e strumentalizzazioni, i problemi di questa categoria. Dopo anni di proroghe l'esecutivo, con la riforma approvata, ha riconosciuto il ruolo importante della magistratura onoraria nell'amministrazione della giustizia.

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