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Presentazione


Care e Cari soci,
Adv esce mentre è ancora viva la polemica Novartis-Roche per lo scandalo Avastin.
Un dirigente di una delle più grandi aziende farmaceutiche ha dichiarato, con la garanzia dell'anonimato, che "i dottori vengono tutti studiati e schedati per individuare quelli su cui fare pressione. Ci sono gli autorevoli che hanno capacità di persuasione sugli altri, gli inutili, i sensibili alle novità, che basta presentargli le stesse gocce con un nome diverso e li hai già convinti".
Ci pare quindi molto importante l'adozione da parte dell'ACP di un codice di autoregolamentazione nei confronti dell'industria, e invitiamo tutti i nostri soci a rileggerlo con attenzione e a parlarne con i colleghi, nei gruppi, in ospedale. In un'Italia che sta provando a cambiare, a tagliare assurdi privilegi, tocca anche a noi fare la nostra parte.
Poi la nuova polemica autismo vaccinazioni e ancora una richiesta di intervento di un tribunale per stabilire se c'é un nesso tra autismo e MMR. L’ACP si è espressa con un comunicato stampa in cui affermiamo che la "Sindrome autistica postvaccinale" è una diagnosi che non esiste, che l’OMS e la letteratura scientifica smentiscono categoricamente ogni genere di connessione tra autismo e vaccino MPR e infine che la copertura attuale di vaccinazione MPR è ferma in Italia a circa il 90% dei bambini di due anni di età, un dato assolutamente troppo basso per scongiurare il rischio di nuove epidemie. Quindi con fatica ma sostenuti dalle evidenze scientifiche continuiamo a informare nel modo corretto i genitori. Infine l'inutilità dei latti di crescita il cui utilizzo non può e non deve essere lo “strumento offerto al pediatra (e dal pediatra alla famiglia) in vista di una nutrizione più bilanciata”, il pediatra deve saper proporre fin da subito uno stile di vita sano, suggerendo un divezzamento flessibile, complementare a richiesta, variegato ed adeguato al modello dietetico della famiglia. Secondo le ditte produttrici inoltre, i bambini dovrebbero bere 500 ml di latte formulato ogni giorno, ciò non è supportato da alcuna evidenza scientifica ed è anche in netto contrasto con le raccomandazioni sull’allattamento al seno. Ci stupisce che invece nell'ultimo numero di Pediatria news è stata allegata una nota informativa attraverso la quale la SIP prende posizione rispetto la necessità di utilizzare i latti di crescita nel bambino da 1 a 3 anni di vita. Perché?
Buona lettura!
Paolo Siani
 
Mentre scrivo questo numero di Appunti di Viaggio, i media si occupano della condanna esemplare all’uomo che ha sfregiato con l’acido una donna che aveva deciso di interrompere la sua relazione con lui. Nel secolo in cui gli uomini hanno imparato a sparare alle nuvole per far piovere, a viaggiare nello spazio, a inventare fotocopiatrici 3D, e ogni tipo di oggetto che possa rendere migliore la vita, sembra che non riescano a inventare nulla che possa loro far tollerare che le donne scelgano di rendere migliore la loro. “Quel messaggio ai violenti: da oggi nessuno può sperare nell’immunità”. Ebbene noi donne preferiremmo alle pene esemplari una vera prevenzione, educazione ai sentimenti e alla tolleranza, educazione fin da piccoli al rispetto dell’altro. Spero, dottor Breuer, che verrà il momento in cui non vi sarà più uomo o donna che debba subire la tirannide della fragilità altrui” (Le lacrime di Nietsche, I.D. Yalom).

 
Maria Francesca Siracusano

...Venti di sanità





Qualche giorno fa una giornalista buona amica dell’ACP ha segnalato al nostro Carlo Corchia un articolo uscito due mesi fa sulla Stampa. Il titolo è inequivocabile: “Acido folico: in eccesso predispone al cancro. Nel testo si riprendeva un articolo pubblicato su Plos One in cui si metteva in relazione nei ratti la proliferazione delle cellule precancerose nella ghiandola mammaria con una super assunzione di acido folico.
Un titolo sbagliato e un testo dell’articolo sciatto e approssimativo di cui riporto questo significativo passaggio:

“Il consumo di acido folico nel Nord America è in drammatico aumento negli ultimi quindici anni. Alle donne, infatti, è stato consigliato vivamente di assumerne in grandi quantità per prevenire difetti congeniti del tubo neurale come la spina bifida.
La stessa cosa accade più o meno oggi in Italia”
. Insomma, per l’autrice l’acido folico è qualcosa di pericoloso da cui stare alla larga.
Domani chissà cosa potrebbe scrivere costei della cannabis terapeutica o magari della vitamina C, “dalli all’agrume”!
Per fortuna, gli italiani non sono dei gran lettori di quotidiani, soprattutto delle pagine scientifiche, per cui questo articolo è passato inosservato, ma resta il problema della cultura di chi si occupa di scienza e medicina sui mass media.
Forse per una volta l’ignoranza dei lettori passa in secondo piano e diventa inconsapevole antidoto contro la più pericolosa ignoranza di chi sui giornali ci scrive.
Una guerra tra poveri (in spirito?) di cui faremmo volentieri a meno.
Lucilla Vazza

In questo numero:


 Il ricordo del professor Roberto Burgio
 Investire nei primi 1000 giorni di vita
 Vaccini e autismo
     :: 1/ Nota dell'ISS
     :: 2/ CS ACP
     
:: Sospendere l'obbligo vaccinale per l'età evolutiva:
        depositato progetto di legge

 ACP e "epidemia" di carenza di ferro
 ACP e politiche per l'infanzia
 Giornata Mondiale dell'Autismo
 Congressi ACP
     :: Gli Argonauti XV: Concorso fotografico Pasquale Causa
     
:: Tabiano XXIII: Il mestiere del pediatra 2
     :: XXVI Congresso Nazionale ACP - Cesena, 9-11 ottobre 2014
 Da UPPA: Sobrie in gravidanza di S. Conti Nibali e C. Vignuda
 Adv segnala:
     :: Apertura libreria a Scampia
     :: Isola pedonale a Messina
     :: Newsletter Pediatrica
 L’articolo del mese
 Newsletter Ambiente&Salute

 Ricordo del prof. Burgio


Ricordando Roberto Burgio, un maestro della pediatria italiana, l’encomio di Joseph Ballanti e la sua “Living History Biography: Practicing a Culture of Pediatric Immunogenetics”, aiutano a comprendere la sua storia, le sue passioni, il suo impegno nella ricerca e nella pratica della pediatria. A mio avviso ancora meglio lo fa la lettura del secondo capitolo del libro a cura di G. Cerasoli e F. Ciotti Pediatri e bambini. I maestri della pediatria raccontano, una bella intervista raccolta da Giancarlo Biasini. Da questa ho scelto per noi alcune riflessioni, che danno di lui il racconto di un uomo di scienza, di un maestro, di un padre. “Se fossi tornato a Palermo, sarei tornato per un suo (di Gerbasi n.d.r.) esplicito gradimento e avrei dovuto avere il naturale e devoto riconoscimento verso il maestro con limitazione conseguente della mia autonomia e della mia libertà, che ho sempre coltivato come beni preziosi. Non solo questo mi ha trattenuto dal ritorno. Ma anche la grande stima dei miei nuovi allievi di cui mi ero circondato. Persone di grande cultura e intelligenza … Altro motivo è stata la nascita dei miei tre figli maschi. Anche per loro sono rimasto a Perugia, perché ho pensato che se li avessi portati in Sicilia li avrei confinati in un ambiente meno facile da vivere” ... Ai pediatri di oggi darei lo stesso consiglio che ho dato a quelli di ieri: studiare per rimanere al passo con i tempi, quindi studiare con la mente ma anche studiare con il cuore, perché non c’è nulla di più tenero per noi e che serva al cuore del bambino. Studiare è innanzitutto un dovere, un atto di responsabilità verso la salute dei nostri pazienti” ... Che cosa siamo allora? Io direi che siamo degli individui programmati così dalla Natura. Secondo questi autori siamo degli olobionti, esseri viventi che vivono con altri esseri viventi. Abbiamo un io biologico che è un processo di trasformazione per l’interazione tra me e l’altro in una sintesi in continuo divenire”.

Paolo Siani

 Vaccini e autismo


La Nota dell'ISS
a cura di Stefania Salmaso, Direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Iss

27 marzo 2014 - La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata e non è stata evidenziata alcuna correlazione. Anche l’ultima ricerca pubblicata nel marzo 2013 sul Journal of Pediatrics (Increasing Exposure to Antibody-Stimulating Proteins and Polysaccharides in Vaccines Is Not Associated with Risk of Autism) conferma tale conclusione in linea con le altre numerose evidenze scientifiche disponibili in materia. [leggi tutto]

Il CS dell'ACP: Autismo-vaccini, allarme infondato.

Associazione Culturale Pediatri sul caso della bambina alla quale è stata diagnosticata una “sindrome autistica post vaccinale” e su cui indaga la Procura di Trani.
Il Governo rafforzi le politiche vaccinali, la copertura trivalente va potenziata in tutto il Paese


Roma, 27 marzo 2014. Per ACP: “Il nesso vaccinazione trivalente MPR e autismo non è dimostrato, la Procura di Trani si affidi a una commissione scientifica indipendente. Il vaccino MPR salva la vita di milioni di bambini, è necessaria una nuova politica vaccinale per assicurare la piena copertura in tutte le aree del Paese, ferma al 90%”.
Bene il ministro Lorenzin che invita a non creare allarmismi non sostenuti da evidenze scientifiche. Le campagne antivaccinali sono irresponsabili perché confondono i genitori e rischiano di far diminuire l’adesione dell’opinione pubblica anche su vaccini sicuri e provati da decenni come l’antipolio, che ha contribuito a migliorare la salute pubblica in tutto il mondo. 
Noi pediatri ACP abbiamo sempre messo le politiche vaccinali tra le priorità per la salute pubblica e da sempre chiediamo alle istituzioni politico-sanitarie una particolare attenzione rispetto a diversi punti di sofferenza del Sistema:

:: Manca una cabina di regia sulle politiche vaccinali di cui è prova la frammentazione del calendario vaccinale nelle diverse realtà regionali.
:: Il sistema di sorveglianza epidemiologica è carente sul capitolo vaccinazioni, sia sugli obiettivi vaccinali raggiunti sia sugli effetti collaterali.
:: Scarsa attenzione ai conflitti di interesse nei confronti delle aziende farmaceutiche.

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Sospendere l’obbligo vaccinale per l’età evolutiva, depositato progetto di legge (QuotidianoSanità.it)


La notizia ha come spesso accade lati positivi e altri nettamente negativi: sicuramente sospendere l'obbligo e limitarsi a proporre una vaccinazione (come un qualunque altro atto sanitario) significa riconoscere capacità di autodeterminazione e maturità di coscienza e questo è ovviamente un aspetto positivo. Sull'altro piatto della bilancia c'è però il timore che alcune malattie molto diffusive oggi tenute sotto controllo anche grazie alle alte coperture vaccinali (basti pensare alla poliomielite, alla difterite, alla pertosse-morbillo-rosolia che d'altra parte obbligatorie non sono, all'epatite B) potrebbero tornare a imperversare se dovesse registrarsi un calo sostanziale delle coperture vaccinali; e questo ovviamente è un aspetto fortemente negativo.  Ma in Veneto (dove la sospensione è in vigore ormai da una decina di anni) il calo delle coperture sembra fino ad ora essere limitato e in linea con le altre regioni, grazie al fatto che la sospensione è stata accompagnata da un forte incremento delle attività di sorveglianza e di attenzione all'aspetto di formazione e informazione, altro elemento positivo.
Ma se abbiamo ormai questa pluriennale esperienza veneta, la proposta lombarda deve essere vista come una nuova sperimentazione? Non se ne capirebbe l'utilità. O piuttosto come l'epitaffio sul carattere Nazionale del sistema vaccinale (e Sanitario tout court?). Non vogliamo rassegnarci a questo; non possiamo rassegnarci a questo; la sperimentazione è stata fatta: tocca allo Stato esprimersi, non alla Lombardia! Vaccinare parchè si è riusciti a convincere gli interessati della utilità della vaccinazione e non sotto la minaccia di sanzioni significa certamente fare un salto di civiltà; ma questo salto di civiltà richiede un contemporaneo (meglio se precedente) salto di qualità del sistema, che deve essere capace di accogliere, spiegare, convincere, tornare pazientemente a contattare chi non si è convinto, essere attento a rilevare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo per la Salute Pubblica, unica condizione sicuramente prioritaria rispetto alla determinazione personale.  

Rosario Cavallo

ACP e "epidemia" di carenza di ferro


I latti di crescita: utili solo a chi li produce
L’uso dei latti di crescita non può e non deve essere lo “strumento offerto al pediatra (e dal pediatra alla famiglia) in vista di una nutrizione più bilanciata”, il pediatra deve saper proporre fin da subito uno stile di vita sano, suggerendo un divezzamento flessibile, complementare a richiesta, variegato ed adeguato al modello dietetico della famiglia.
Secondo le ditte produttrici inoltre, i bambini dovrebbero bere 500 ml di latte formulato ogni giorno, ciò che non è supportato da alcuna evidenza scientifica ed è anche in netto contrasto con le raccomandazioni sull’allattamento al seno.

Ciononostante…
Nell'ultimo numero di Pediatria news è stata allegata una nota informativa attraverso la quale la SIP prende posizione rispetto la necessità di utilizzare i latti di crescita nel bambino da 1 a 3 anni di vita.
Nella nota, a sostegno della bontà dell’utilizzo di latti rafforzati nel bambino di questa fascia di età, vengono portate alcune motivazioni (peraltro non supportate da alcun riferimento bibliografico) quali “fornire un maggiore apporto di acidi grassi vegetali, di ferro” e micronutrienti; l’EFSA (European Food Safety Agency) a tale proposito, ha concluso in un parere pubblicato nell’ottobre 2013[1] che l’apporto adeguato di acidi grassi omega-3, ferro, vitamina D e iodio va assicurato a lattanti e bambini della prima infanzia che manifestano o sono a rischio di manifestare livelli inadeguati di queste sostanze nutritive e non indiscriminatamente a tutti.
Nella nota SIP si afferma inoltre che “non sempre è facile l’adattamento del bambino e della sua famiglia ad una alimentazione più ricca di nutrienti variegata”; questo è vero se il modello di divezzamento proposto è rigido e povero, situazione che non rappresenta la maggioranza dei nostri bambini.
L’ACP si dissocia da questi messaggi poiché non sostenuti da evidenze scientifiche...
[leggi tutto]

 
Sobrie, in gravidanza
di Sergio Conti Nibali e Caterina Vignuda

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 Investire nei primi 1000 giorni di vita, soprattutto dove c’è bisogno

È ormai unanimemente riconosciuto che gli investimenti nei primi 1000 giorni di vita sono quelli più redditizi. Questo è un concetto che in ACP è chiaro a tutti e da molti anni grazie al lavoro svolto da Giorgio Tamburini, dal CSB, dal professor Biasini e dai progetti di sostegno alla genitorialità attivi grazie ai soci ACP in molte regioni d’Italia. Abbiamo da molti anni affermato che l’asilo nido è uno dei punti centrali per il contrasto alle diseguaglianze. Conosciamo la distribuzione degli asili nido in Italia, pressoché assenti al Sud d’Italia.

Ora sono noti i dati elaborati dalla SOSE (Soluzioni Sistema Economico), la società che ha messo a punto le stime dei fabbisogni standard dei vari comuni, stabilendo qual è la quota giusta di spesa in base ai fabbisogni e non rispetto alla spesa storica. Cioè è stato calcolato il prezzo giusto per riparare le strade, per stampare carte d’identità, per illuminare le città, per far circolare gli autobus, ecc. Da questi dati emerge in modo sbalorditivo che i fabbisogni di asili nido per Napoli per esempio, ma per tutto il Sud, siano molto più bassi rispetto a quello di altri grandi città del centro Nord. Questi sono gli importi (in milioni di euro) per gli asili nido previsti per 4 grandi città: Napoli 14, Roma 201, Milano 112, Torino 45. L’Unione Europea ha fissato come obiettivo per i paesi europei il coinvolgimento del 33% dei bambini 0-3 anni negli asili nido. Sappiamo che la Calabria è al 2%, la Campania al 2,6%, la Puglia al 4%. Ci saremmo aspettati che queste città ricevessero il giusto finanziamento per colmare il gap.

E invece l’idea è stata quella, per questa voce di spesa, di rifarsi ancora una volta come in precedenza, alla spesa storica, cioè si è definito il fabbisogno esattamente uguale a quello del servizio fornito. In alcune vaste aeree della provincia di Napoli, connotate da un forte disagio sociale non c’è neanche un asilo nido pubblico, vuol dire secondo la SOSE che non c’è ne è bisogno e quindi non vengono assegnate risorse. Se si vuol dare un cenno di cambiamento al nostro paese bisogna cominciare da qui, ricalcolare i fondi per gli asili nido e per l’infanzia, assegnarli e poi mandar via gli amministratori non in grado di spenderli. 
       

Paolo Siani
 

ACP e politiche per l’infanzia

Si è tenuto il 7 marzo a Roma un incontro presso la sede nazionale del PD sulle politiche per l’infanzia. Il PD ha invitato a questo incontro seminariale numerose associazioni e rappresentanti istituzionali, erano presenti in rappresentanza dell’ACP Manuela Orrù e Giuseppe Cirillo. C’erano inoltre: l’Ufficio del Garante, Telefono azzurro, Save the Children, Genitori democratici, la FISH, Arci Ragazzi, il Forum degli Oratori Salesiani, il CISMAI, ed altri ancora.

E’ stato un incontro in cui il PD ha voluto ascoltare esperienze e proposte, rivendicando per altro una stagione di interventi di ampio respiro e di integrazione, quale quella che nel ’97 diede luogo alla legge 285 e nel 2000 alla legge 328 di riforma del sistema dei servizi sociali. Leggi che, risucchiate successivamente nella crisi economica e nelle scelte politiche del centrodestra, si sono via via impoverite di risorse e di proposte. E’ stata ribadita comunque da tutti gli interventi la necessità di investire nell’infanzia e nelle famiglie, perché solo così si combatte davvero la crisi, solo così si mettono le basi per lo sviluppo. Per far questo sono necessarie scelte, anche di bilancio, a livello nazionale e a livello locale, per politiche attive nei confronti dell’infanzia, politiche di interventi precoci ed efficaci, trasversali ai sistemi sanitario, sociale ed educativo. E’ stata annunciata poi la presentazione di un disegno di legge 0-6 anni al Senato da parte della senatrice Francesca Puglisi sul sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni, come ACP cercheremo di dare il nostro contributo, prendendo anche contatti diretti con la relatrice.
Giuseppe Cirillo, Manuela Orrù
 

Giornata Mondiale dell’Autismo

Il 29 marzo si e' tenuta a Roma la Conferenza Stampa per la presentazione della giornata e serata di beneficenza del 2 aprile, giornata mondiale di sensibilizzazione per l'Autismo.

L'ACP stanzierà i fondi per la formazione ai pediatri ed agli operatori degli asili nido, per facilitare la diagnosi precoce (12-18 mesi) in collaborazione con l'Ospedale Bambino Gesù e con l' Istituto Superiore della Sanità. Inizialmente la formazione sarà sperimentata a Roma, con un progetto pilota per poi essere diffusa ad altri comuni Italiani. L'ACP era rappresentata da Paolo Siani e Manuela Orrù, l'OBG rappresentato dal dottor Stefano Vicari responsabile dell'Unità di Neuropsichiatria, l'ISS dalla dott.ssa Flavia Chiarotti, biologa neuroscienziata; erano presenti tre degli artisti protagonisti del concerto di beneficienza della serata, la regista del documentario che sarà proiettato, Selene Colombo; la dott.ssa Maria Teresa Petragolini, che coordina la commissione Sanità, e per il comune di Roma l'assessore Anna Tancredi; conduceva la tavola rotonda, con una gestione piuttosto energica e molto motivata, il giornalista Gianluca Nicoletti.

[leggi il comunicato stampa ACP]
Manuela Orrù

Congressi ACP


Tabiano XXIII: Il mestiere del pediatra 2

Pubblichiamo l’intervento "La paura dell'altro” di Carlo Calzone

GLI ARGONAUTI XV 
Concorso fotografico 2014 "Pasquale Causa".

XXVI CONGRESSO ACP - Cesena 9-11 ottobre. Save the date!

Wang MT, Kenny S. 
Longitudinal Links Between Fathers' and Mothers' Harsh Verbal Discipline and Adolescents' Conduct Problems and Depressive Symptoms.
Child Dev. 2013 Sep 3. doi: 10.1111/cdev.12143. [Epub ahead of print]


Commento a cura di Costantino Panza.

Rifiuti elettronici e rischi per la salute

a cura di Giuseppe Primavera

Leggi la revisione dell'articolo:
Grant K, Goldizen FC, Sly PD et al.
Health consequences of exposure to e-waste: a systematic review
The Lancet Global Health, 2013, Vol 1 No 6, pp e350-e361


:: Sergio Conti Nibali segnala: A due mesi dall'apertura dell'isola pedonale Cairoli, l'assessore alla mobilità e viabilità, Gaetano Cacciola, ha tracciato un bilancio, evidenziando che: "Le mie riflessioni nascono da ciò che di positivo l'area pedonale ha manifestato. E' stato riconsegnato ai cittadini-pedoni uno spazio fruibile per renderlo sereno ed allegro. Come Amministrazione comunale siamo riusciti nel nostro intento, perché abbiamo incontrato gente soddisfatta che si è complimentata, genitori con bambini piccoli, anziani passeggiare senza difficoltà, manifestazioni organizzate (quelle per il carnevale) che hanno aiutato a socializzare e forse, in alcuni momenti, a riconciliare commercianti e cittadini in un periodo realmente molto difficile sotto l'aspetto economico. Ho ricevuto tanti messaggi di complimenti e di sostegno a proseguire o, come spesso si dice, a <resistere> nella strada intrapresa. Mi ha gratificato la nota di plauso per l'istituzione dell'Area Pedonale, che è stata inviata dall'Associazione Culturale Pediatri, presieduta da Paolo Siani, con la quale sono pervenuti elogi in merito alla nostra iniziativa, dato che le isole pedonali rappresentano uno dei tasselli di pianificazione urbana delle città a misura di giovani prevista dalla Dichiarazione di Rotterdam sulle Città amiche dei bambini in Europa (2008). [leggi tutto]

:: Il gruppo della Newsletter pediatrica ci segnala che sul sito dell’ACP dove è presente l'archivio di tutti i numeri della NL pubblicati, è possibile leggere la newsletter numero 1 del 2014 e sette schede su metanalisi e RCT di interesse pediatrico con una lettura critica dei gruppi di lettura dell'ACP.

:: Aperta libreria a Scampia 
Dopo 37 anni i libri tornano a Scampia “Il futuro è qui”
Il nuovo spazio gestito dai ragazzi del quartiere.

Appunti di viaggio N.3/2014
A cura di:
M. Francesca Siracusano e Paolo Siani
con la collaborazione del Direttivo ACP
Editing e impaginazione: Gianni Piras

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