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IL PRIMO ARCHIVIO COLLETTIVO DEI FOTOGRAFI FREELANCE  ITALIANI
 
SULLA LORO PELLE
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Lo scandalo "mafia Capitale" lambisce anche il governo. Anche il sottosegretario all'Agricoltura Giuseppe Castiglione (NCD) è tra i sei indagati per turbativa d'asta nell'inchiesta della procura di Catania sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo, il centro d'accoglienza per richiedenti asilo più grande d'Europa. La gestione dei centri di accoglienza e del flusso dei migranti è uno dei filoni che emerge dal secondo capitolo dell'inchiesta "Mondo di Mezzo".              
 CARA di Mineo      ph Melania Messina
 CARA di Mineo               ph Fabrizio Villa
Ponte Galeria, la Guantanamo italiana. Il clamore delle inchieste sulla "Terra di Mezzo" ha fatto passare in secondo piano quanto è avvenenuto al CIE di Ponte Galeria, che contribuisce a gettare una luce inquietante sulla gestione dei centri per migranti. La società Auxilium  ha perso la gara d'appalto indetta dalla prefettura per il prossimo triennio. Al loro posto il CIE viene oggi gestito da un raggruppamento di imprese guidato dalla francese GEPSA, società leader nella logistica di penitenziari e centri di detenzione. Un passaggio che pone diversi interrogativi. Il sistema delle aste al ribasso ha permesso a GEPSA  di diventare il principale gestore dei CIE italiani (5 oggi in funzione) e di entrare con forza anche nei centri per richiedenti asilo, dai CARA ai CDA, eliminando competitors come Croce Rossa e, per Ponte Galeria, Auxilium. Un mercato fruttuoso e difeso a suon di ricorsi incrociati al TAR: GEPSA e  '29 Giugno', la cooperativa di Salvatore Buzzi oggi arrestato per Mafia Capitale, si erano contesa la gestione del CARA romano di Castelnuovo di Porto, oggi andato a Auxilium, mentre in Friuli GEPSA era stata costretta a ritirarsi dalla redditizia gestione di CIE e CARA dopo il ricorso al TAR della rivale Connecting People. A pagarne le spese sono gli ex-lavoratori di Auxilium, che attendono il promesso riassorbimento nella nuova struttura, e soprattutto i migranti reclusi, che in poche ore hanno visto peggiorare condizioni di vita già molto difficili                   ph Stefano Montesi

Il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, coinvolto nella inchiesta "Mafia Capitale" della Procura di Roma. L'organizzazione voleva la gestione del centro ma nonostante la pressione sui politici, l'appalto è andato ad un altra cooperativa.

ph Stefano Montesi
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